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    Il pelo di Pelagia, il castoro di Kennewick e la pizzeria di Vito Tramone: il best di 3xTUTTI

    Redazione CiaoComo·

    Il best del 2 giugno rimette in fila alcuni dei momenti più citati delle puntate precedenti: Stefano Scotti, Nicolinus e Ivan Rancati ripescano la lettera più pelosa della posta del cuore, un fatto di cronaca americana finito nella rubrica "Il pianeta delle scimmie", il collegamento di Tony Cavallo Bianco fra Sanremo e un curioso caso di espulsione dalla Francia, e l'apertura — tutta di fantasia — della nuova pizzeria pugliese di Vito Tramone.

    La posta del cuore: la lettera di Pelagia

    Alla rubrica delle lettere, scelta come sempre da Pedro, scrive una ragazza greca di 27 anni che si firma Pelagia: da un anno ha smesso di depilarsi, per principio, e la scorsa estate in spiaggia la scelta le è costata anche una segnalazione dei bagnini ai vigili. Il fidanzato non la prende bene, e Pelagia chiede consiglio.

    Rancati risponde vestendo i panni del "dottore" della lettera, diagnostica un "irsutismo evidente" e propone un compromesso fra il rasoio e il tosaerba: uno sfoltimento, non una depilazione integrale. Scotti, dal canto suo, si limita a far notare che il bagnino l'ha assunta lo stesso — complice il pienone di Ferragosto.

    Devo dire che lei ha un irsutismo evidente, cioè veramente irsutismo. [...] Io direi di dargli uno sfoltito, magari non proprio depilata, ma uno sfoltito.

    Ascolta questa parte3xTUTTIdal minuto 13:08

    Tony Cavallo Bianco: il referendum, Sal Da Vinci e il caso della baguette

    Il collegamento telefonico con l'inviato calabrese si apre su un innesto satirico fra il referendum e il Festival di Sanremo: secondo lo studio, il governo avrebbe fatto vincere Sal Da Vinci con Per sempre sì apposta per spingere l'affluenza al voto, un "messaggio subliminale" servito insieme alla pubblicità elettorale.

    Da lì Tony racconta — sempre nei toni dello sketch comico — di un fantomatico tentativo di Nicolinus di partecipare a Sanremo "in trasferta" in Francia, naufragato per un dettaglio burocratico: la baguette va portata sotto l'ascella con la carta apposita, e lui la carta la buttava sempre via. Danno d'immagine, e rimpatrio immediato.

    Gli hanno spiegato diecimila volte che la baguette si mette sotto l'ascella e lui non la metteva lì. [...] Per danno d'immagine l'hanno rimandato in Italia.

    Ascolta questa parte3xTUTTIdal minuto 35:15

    Non mi somiglia per niente

    Il processo ai plagi musicali si gioca su due round. Il primo mette a confronto quattro brani insieme: Eri tu di Fausto Leali, Il pazzo, Falling di Alicia Keys (2001) e It's a Man's Man's Man's World di James Brown (1966) — quest'ultimo scartato quasi subito dal confronto perché troppo diverso dagli altri tre, giudicati invece "identici" a furor di popolo.

    Il secondo round mette in fila The Way dei Fastball (1998) e la sigla italiana di Zorro di fine anni Settanta: per lo studio il verdetto resta di fatto un pareggio, con Rancati che come sempre assolve.

    Non mi somiglia per niente. Powered by PlagiMusicali.net.

    Ascolta questa parte3xTUTTIdal minuto 57:00

    Il pianeta delle scimmie: il castoro di Kennewick

    Nello "show nello show" dedicato alle notizie più assurde trovate in rete, lo studio legge — dal sito blitzquotidiano.it — la storia di un uomo arrestato nello stato di Washington, negli Stati Uniti, dopo essere stato sorpreso da una passante in un parco mentre aveva un rapporto con un castoro. L'animale, secondo la notizia, sarebbe stato in seguito investito da un'auto.

    Il tono resta quello della lettura ad alta voce di una notizia trovata online, fra battute sull'assurdità del fatto e la domanda di rito a Nicolinus se gli fosse mai capitato qualcosa di simile durante le sue passeggiate serali al parco — risposta negativa, fra le risate dello studio.

    Ascolta questa parte3xTUTTIdal minuto 01:11:52

    Vito Tramone e la pizzeria di Davide

    Il collegamento pugliese, personaggio comico di fantasia, racconta l'apertura di una pizzeria aperta insieme a un socio di nome Davide, reduce — nella storia raccontata da Vito — da un giro di guai giudiziari per un giro di "import export" di materiale mai meglio precisato. Il patto: Vito mette il capitale, Davide può usare il retro del locale come deposito per la propria merce, in sacchi mai aperti e tenuti vicino alla farina.

    Il pizzaiolo assunto per l'occasione, Carmine di Corato, sforna per errore proprio con quel sacco una pizza che diventa un caso: milleduecento persone all'inaugurazione, tremila il giorno dopo. Fra gli effetti collaterali raccontati con la consueta iperbole: un prete di zona, soprannominato "Don Dolio", che dopo una quattro stagioni comincia a cantare in quattro dialetti pugliesi diversi, e due pesci rossi dell'acquario del locale che "si ingrossano come delfini". Il resto dello staff — un garzone di nome Antonio De Vito, un lavapiatti il cui nome resta incerto nella registrazione, e un cameriere spagnolo di nome José — completa il quadretto. La margherita, avverte Vito, è nel frattempo salita a 170 euro.

    Ma il tempo è trascorso e ci dobbiamo lasciare, ma ricordati che abbiamo sempre la canzone Tramona.

    Ascolta questa parte3xTUTTIdal minuto 01:23:52

    3xTUTTI va in onda su CiaoComo Radio la domenica pomeriggio, dalle 14 alle 16, e si riascolta in podcast quando e dove volete.

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