Marco Porritiello, 44 anni di batteria tra jazz e grandi nomi italiani
Sabato pomeriggio dedicato alla musica suonata dal vivo, con Ilaria che accoglie in studio un ospite graditissimo: il batterista comasco Marco Porritiello, alla settima o ottava partecipazione alla trasmissione. Si parte subito con una riflessione sulla musica di oggi, messa a confronto con quella "fatta col sudore" di un tempo, quando per incidere un disco servivano settimane di lavoro in studio.
Oggi mi è capitato di registrare dei brani: vai in sala, la fai una volta, la fai due, col computer correggono perfetto, puoi andare, grazie, ciao. Ormai è tutto totalmente computerizzato.

Da Blondie alla Big Band: gli esordi comasco
Porritiello racconta l'inizio della sua storia con la batteria: nessun musicista in famiglia, ma a 14 anni la folgorazione ascoltando Atomic dei Blondie, imitata a orecchio davanti agli amici. Da lì le prime lezioni con il maestro Roger Robertson a Nomaspero, poi l'ingresso a 17 anni nel gruppo 82, band da ballo che gli regala anni intensissimi di musica e aggregazione. Nel 1988 arriva la Big Band jazz di Como, nata nell'ambiente del Jazz Club cittadino.
Un passaggio importante della sua vita riguarda la scelta professionale: Porritiello ha lavorato come geometra al Comune di Como con l'architetto Cinque Santi, prima di decidere di abbandonare quell'impiego per dedicarsi interamente alla musica, aprendosi anche a generi diversi dal jazz — rock, pop, blues — per poter collaborare con chiunque lo chiamasse.
L'unica cosa che posso prendere in considerazione è che se avessi continuato a fare il geometra oggi sarei in pensione. Ma non avrei avuto tutte le esperienze che ho avuto fino a oggi.
Sul fronte della batteria, i riferimenti citati sono Steve Gadd e Dave Weckl, insieme al ricordo dei 44 anni di insegnamento iniziati nel 1982, tra Como e la Svizzera.

Phil Collins, generi diversi e la fortuna degli incontri
Dopo l'ascolto di In the Air Tonight, il discorso si allarga ai grandi batteristi che hanno lasciato il segno — da Ian Paice dei Deep Purple a Steve Gadd — e all'importanza per un batterista di sapersi muovere tra stili differenti: il tocco cambia, più soft nel jazz, più potente nel rock. Porritiello racconta anche l'esperienza quasi ventennale nell'eurodisco con una band di Losone, vicino a Locarno, con cui ha inciso due dischi suonando in Svizzera, Germania e Francia.
Spazio poi alle collaborazioni con grandi nomi del cantautorato italiano: Lucio Dalla, Alberto Fortis, Claudio Baglioni, Pino Daniele, e gli incontri — nell'ambito di spettacoli di beneficenza al Teatro Sociale con l'AISM — con Nicola Fabi, Spagna, Eduardo De Crescenzo. Il ricordo più affettuoso va ad Alberto Fortis, descritto come una persona di grande cultura e umiltà, con cui ha condiviso lunghi viaggi di lavoro.
Alberto Fortis è una persona di una cultura incredibile. Conservava una certa umiltà: credo sia prezioso per ogni grande artista, i grandi restano sempre umili.

Il 20 ottobre al Teatro Sociale: l'omaggio a Battiato
In collegamento telefonico interviene Stefano Berti, consulente finanziario comasco e allievo di batteria di Porritiello da quattro anni, organizzatore dell'evento in programma martedì 20 ottobre al Teatro Sociale di Como. Berti racconta la genesi del progetto, nato per i propri clienti ma aperto al pubblico, e la scelta di dedicarlo a Franco Battiato, musicista capace di parlare sia ai più giovani sia ai meno giovani.
C'è una cosa molto particolare che Battiato ha in comune con il mio lavoro, che mi ha tolto ogni dubbio.
L'appuntamento è per l'accoglienza degli ospiti dalle 18.30-18.45 nel foyer del teatro; i posti sono quasi esauriti, ne restano una ventina. Berti spiega anche il collegamento tra il brano La Cura e la propria professione, paragonando la figura dell'angelo custode a quella del consulente che accompagna i clienti nel tempo.
Il fatto di assorgere la figura di angelo custode che accompagna chi decide di seguirmi nella vita presente e futura: secondo me La Cura traduce molto bene quello che è il mio lavoro quotidiano.

I progetti omaggio e il problema dei luoghi per suonare
Tornato il dialogo con Porritiello, si parla dei numerosi progetti tributo che porta avanti insieme al "fratello musicale" Roberto Quadroni: la band omaggio a Pino Daniele, nata otto anni fa dopo la scomparsa del cantautore, e il nuovo progetto dedicato a Ornella Vanoni, in programma il 9 aprile al Teatro Sociale, che ha già registrato il sold out in 23 giorni con la cantante Irene Antonazzo. Al progetto Battiato partecipa invece Mary Montesano, corista di Battiato per tre anni, insieme al giornalista comasco Alessio Brunialti.```
Altri progetti citati: omaggio a Lucio Dalla, a Fabrizio De André, a Lucio Battisti e a Elton John. Emerge però un problema concreto per la città: con la chiusura dell'Officina della Musica da tempo e, più di recente, anche del Cinema Gloria per problemi vari, mancano spazi dove suonare dal vivo a Como.
Non si sa più dove andare a suonare, c'è bisogno di più musica in questa città. In tante città fanno la zona della musica, a Como non c'è più niente, o c'è ben poco.
Viene ricordato che un gesto del teatro di Rebbio ha aiutato il Gloria a non annullare alcuni eventi, ma la speranza è che il cinema riapra stabilmente.

L'insegnamento e l'appello per nuovi spazi
Porritiello racconta la propria attività didattica, che da 44 anni lo vede impegnato tra Italia e Svizzera: insegna alla scuola Nota su Nota di Como, passata di recente sotto la nuova gestione di Valerio e Iva dopo i vent'anni della storica direttrice Cecilia, oltre che al Tilta e al Jardin Musical di Bellinzona. Le iscrizioni ai corsi restano aperte tutto l'anno.
In chiusura, l'annuncio scherzoso di un futuro progetto musicale condiviso proprio con la conduttrice Ilaria, da sviluppare nei prossimi mesi.

Finalmente Sabato va in onda su CiaoComo Radio il sabato dalle 13 alle 15, con Ilaria. Per scrivere in diretta: 348 441 5730.
