Marta Emme: «L’IA non sostituisce la preparazione»
Ultima puntata della terza stagione, e l'ultima ospite arriva con l'argomento giusto per chiudere: serve ancora studiare musica, nell'epoca in cui una traccia si genera con un comando? Marta Emme, diplomata al Saint Louis College of Music di Roma, ha risposto senza girarci intorno — e da lì la conversazione è finita su una domanda che in radio nessuno sa mai sciogliere: che cosa vuol dire "radiofonico".
L'intelligenza artificiale non sostituisce la preparazione
Non può assolutamente sostituire la nostra preparazione, che poi va anche a creare una preparazione emotiva, psicologica. Ti crea delle competenze che nessun mezzo di intelligenza artificiale può compensare.
Del percorso al Saint Louis rivendica soprattutto il lato pratico: contatti, comprensione di come funziona davvero una carriera musicale, e le persone con cui lavora ancora oggi al proprio progetto. "Vantaggioso dal punto di vista formativo e umano."

Come nasce una canzone, e perché i singoli uno alla volta
Sull'immagine romantica dell'autore alla scrivania col pentagramma, Marta Emme non la smentisce, la ricolloca.
Quando sono ispirata mi trovo magari durante la passeggiata col mio cane, o appena sveglia, o la sera mentre mi bevo un bicchiere di vino, e mi parte un'idea. Poi c'è lo sviluppo tecnico: vai al piano, registri l'idea al computer, scegli l'armonia. Ma l'idea iniziale è sempre un po' romantica.
Sulla strategia dei singoli distribuiti nel tempo, invece, ammette un disaccordo di fondo, pur seguendola:
Ho i brani pronti, vorrei farli uscire. Quindi è anche un po' frustrante tenerli tutti ad aspettare mesi per far uscire un singolo alla volta. Seguo le strategie: se funzioneranno bene, se no farò come voglio io.

Vintage ed elettronica, e la parola "radiofonico"
La sua matrice è pop, ma nei brani entra molta elettronica, e non era previsto: "vengo molto dal vintage, l'elettronica non pensavo di inserirla". È arrivata in corso d'opera, dalla scelta di cercare qualcosa che si affacciasse insieme al passato e al futuro, tenendo la scrittura nella tradizione cantautorale e il suono aperto a un pubblico più giovane.
È qui che la conversazione si sposta su una richiesta che gli artisti si sentono rivolgere sempre.
Faccio anche cose molto particolari, molto peculiari, però poi alla fine mi dicono sempre: cerca di renderle radiofoniche. È un po' la pecca del mercato: per entrare nel giro devi fare qualcosa di semplice, orecchiabile, fruibile per tutti.
La replica dallo studio è una piccola dichiarazione di intenti, arrivata con l'ironia di chi sa di essere all'ultima puntata di stagione: dopo tanti anni di radio, nessuno ha ancora spiegato cosa sia davvero un pezzo radiofonico, "e se dobbiamo sembrare tutti uguali per esserlo, tanto vale distinguerci".
Il futuro è già scandito: un EP fra settembre e ottobre, un paio di altri singoli, e in primavera il disco d'esordio — "quello veramente maturo". Il titolo dell'EP esiste, ma non è stato rivelato. Il brano portato in trasmissione si intitola "Sotto questo cielo".

In classifica
Nella fascia di classifica di questa puntata finale sono passati, fra gli altri, "Un canto d'amore" di Marco Mengoni e Angelina Mango alla numero 4, e Noemi.

RondiDaily chiude qui la sua terza stagione. Lo show di inizio serata di CiaoComo Radio, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18.
