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    CONVERSESCION

    Impianti che mancano e sculture nel bosco

    Redazione CiaoComo·

    Una piscina chiusa da anni e degli arbitri costretti a farsi venti chilometri per allenarsi, un parco di sculture nascosto nel verde della Brianza e un noir che comincia dalla morte di un calciatore quando il Como era ancora in Serie B. La puntata del 19 giugno, condotta da Viviana Dalla Pria e Lorenzo Canali, va in onda nel giorno della seconda prova di maturità e passa dallo sport all'arte contemporanea alla narrativa.

    Giordano Galdini: "Lo sport a Como si scontra con gli impianti"

    Giordano Galdini presenta la terza stagione di Como Reloaded, il podcast dei giovani per i giovani, che quest'anno conduce lui e che è tutta dedicata allo sport. Cinque episodi, il primo online domenica dalle 10 su Como Podcast Club e sulle principali piattaforme.

    Gli ospiti attraversano discipline e punti di vista molto diversi: canottaggio e pallanuoto, con le società storiche del territorio — la Canottieri, la Comonuoto in cui Galdini è cresciuto e la sua capitana delle Rane Rosa Maria Romanò —, il mondo degli arbitri, una pallavolista che studia e gioca negli Stati Uniti, e gli organizzatori della Como Cup, Marcello e Jacopo: due ragazzi che hanno portato in provincia un torneo interscolastico arrivato fino alle finali nazionali di Verona. «Hanno fatto tutto loro: organizzazione, squadre, contenuti social. Dai ragazzi per i ragazzi, proprio come Reloaded.»

    La parte più netta dell'intervista è la diagnosi sul territorio. La voglia di fare sport, dice Galdini, non è calata affatto dopo lo stop degli ultimi anni: «I ragazzi hanno voglia di mettersi in gioco e di fare le cose in grande, non hanno voglia di accontentarsi.» Il limite è altrove.

    «La maggior parte dei limiti arriva dalle strutture, dagli impianti.»

    Gli esempi sono concreti. Le Rane Rosa si sono giocate i playoff per la Serie A1 allenandosi con enorme fatica, perché la piscina di Muggiò è chiusa da anni. Il campo CONI sulla Canturina procede a rilento, così i giovani arbitri che vivono a Como o Camerlata devono spostarsi a Mariano Comense — venti chilometri — per allenarsi insieme, spesso senza patente e quindi dipendendo da qualcuno che li accompagni.

    Alla domanda su cosa farebbe da ministro dello sport, tre risposte: più investimenti, «perché investire sullo sport equivale a investire sulla sanità»; un taglio dei costi per gli under 30, visto che le spese per le famiglie continuano a salire e si aggiunge la beffa del trasporto; e l'introduzione di vere squadre sportive scolastiche, sul modello americano.

    Su questo si innesta la questione dei crediti scolastici, riconosciuti solo agli sportivi con il titolo di professionista — che moltissimi atleti impegnati quotidianamente non hanno. In studio il paragone corre alla Spagna, che ha concesso a Lamine Yamal di rinviare la maturità per le competizioni, e al conservatorio: «Non siamo la città, siamo il paese della musica. Uno studente che frequenta il conservatorio insieme alla scuola superiore dovrebbe avere un riconoscimento.»

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 03:21

    Rossini Art Site: Munari e Oppenheim in mezzo al bosco

    Luisa Mascheroni racconta un luogo che pochi, a Como, conoscono: il Rossini Art Site, parco di sculture d'arte moderna e contemporanea a Briosco, in provincia di Monza e Brianza, in pieno Parco Valle Lambro.

    Nel verde si incontrano opere monumentali di Pietro Consagra, Andrea Cascella, Grazia Varisco, Fausto Melotti e Bruno Munari, accanto a nomi internazionali come Dennis Oppenheim, César, Tinguely e Arman. È la collezione permanente; in questo momento ospita anche una mostra di Giulio Turcato, allestita nel padiglione con vetrate a tutta altezza progettato da James Wines, dello studio SITE di New York, tra i massimi esponenti della Green Architecture — un cannocchiale puntato sul parco.

    La storia è famigliare: il parco nasce dal mecenatismo di Alberto Rossini, suocero di Mascheroni, che negli anni ha conosciuto gli artisti e li ha spesso invitati a realizzare le opere direttamente sul posto. «È un luogo vissuto dagli artisti», e non un semplice deposito di sculture: continua a crescere, con scambi, performance e incontri curati dalla Fondazione Pietro e Alberto Rossini.

    Si visita da marzo a ottobre. Nei giorni feriali il parco lavora con le scuole di ogni ordine e grado, con laboratori didattici costruiti apposta, e con gruppi ed eventi aziendali; la domenica è aperto al pubblico, con un programma pensato per età diverse.

    Quella di domenica è una giornata piena: alle 9.30 una lezione di yoga per l'International Yoga Day, alle 11 mindful walking e, in parallelo, un laboratorio per famiglie con bambini dai 3 ai 5 anni — si osservano le sculture, si guardano i materiali con cui sono fatte e poi si lavora l'argilla per crearne una propria. Chi vuole si ferma a pranzo al sacco, con le lunchbox del parco, e alle 15.30 c'è la visita guidata alla collezione.

    Restando dalle parti dell'arte, in studio si segnala anche Prima Primavera, la mostra dell'artista comasco Marco Vido nello spazio espositivo di via Benzi, aperta fino al 25 giugno: quadri di fioriture che sembrano sospese sull'acqua o stese ad asciugare su un filo.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 19:33

    Franco Vanni: un noir lombardo che parte da un calciatore morto

    Chiude Franco Vanni, cronista di Repubblica, con Morte e miracoli del numero 3 (Baldini+Castoldi), terzo capitolo della serie che ha per protagonista Steno Molteni.

    È un noir dichiaratamente lombardo, e Vanni ci tiene: «Non abbiamo l'arte di Firenze, non abbiamo le spiagge della Sardegna, però c'è tanto di bello in Lombardia e mi piace raccontarla tutta.» Dentro c'è molto Como, in due versioni opposte. Da una parte il lago di Bellagio, il Grand Hotel, il borgo di Pescallo, le pasticcerie — e un mercato immobiliare ormai ai prezzi di Brera. Dall'altra la provincia «meno sexy», l'entroterra verso Veniano, a pochi chilometri e a mondi di distanza.

    La storia si apre con la morte del calciatore Assaba, un giocatore che sta per fare un doppio salto di categoria. Quando Vanni ha cominciato a scriverla il Como era ancora in Serie B, e il romanzo fotografa quel momento pur sapendo già dove sarebbe andato a finire. Della società l'autore si dice apertamente conquistato, e non per i risultati: «Mi ha stupito che questa proprietà lontana, indonesiana, abbia deciso da subito di investire nella comunità» — dall'iscrizione di una squadra di ragazzi con disabilità a un torneo vero al salvataggio del cinema storico in centro.

    Sul protagonista Vanni è spietato con affetto: dopo essere sempre stato fortunato in amore, Steno finisce a guardare i vuoti nella stanza d'albergo in cui vive, perché la fidanzata andandosene ha portato via tutto e a lui restano «quattro calzoni, cinque camicie, sei boxer e due calze». A salvarlo è il mestiere: «Come succede davvero a noi cronisti, il lavoro lo distrae. Non ha tempo di stare lì a frignare.»

    Un quarto episodio? Probabile ma non presto: i primi due li ha scritti in un anno, per questo ci ha messo quattro anni e mezzo, con due figli nel frattempo e un calendario da giornalista sportivo che non lascia scampo — «lunedì il posticipo, martedì e mercoledì Champions, giovedì Europa e Conference, venerdì l'anticipo, sabato e domenica il campionato».

    Restano due consigli di lettura: Uomini a pezzi di Alessandro Bongiorni, un noir durissimo sul traffico di organi «scritto con tale garbo e leggerezza che non percepisci di stare leggendo un libro su un tema così cupo», e Nella carne, premiato col Booker Prize — «è come consigliarvi la Nutella, questo era facile». E un metodo, per chi dice di non avere tempo: al posto di aprire Instagram, sette minuti di libro. «È già un bel reset.»

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 42:18

    Conversescion va in onda dal lunedì al venerdì su CiaoComo Radio, in FM 89.4, in DAB, in app e in streaming. WhatsApp: 348 4415730.

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