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    I LIBRI DI CONVERSESCION

    Franco Vanni: dalla Serie D alle Lamborghini

    Redazione CiaoComo·

    Ci sono pochi chilometri fra i campi della Guanzatese, in provincia di Como, e la Pinettina, il centro sportivo dove si allena l'Inter. Franco Vanni, giornalista di la Repubblica, li percorre da anni per lavoro, e da quel tragitto ha ricavato un romanzo: "Morte e miracoli del numero 3", terza indagine del suo cronista seriale Steno Molteni, pubblicato da Baldini + Castoldi.

    Due parcheggi a pochi chilometri di distanza

    L'idea del libro nasce da un'immagine vista di persona, andando a seguire gli allenamenti dell'Inter.

    Passavo prima davanti ai campi della Guanzatese: un campo ordinato, ben fatto, ma modesto, con la sua piccola tribuna. E le auto dei calciatori, che non sono certo quelle dell'Inter: macchine normali, facce normali. Poi arrivavo alla Pinettina e vedi le Lamborghini, le Aston Martin.

    Da quel contrasto Vanni ricava una chiave che, sostiene, funziona anche per chi il calcio non lo ama: un contrasto sociale prima che sportivo.

    Da una parte tanta vitalità, tanta voglia di farcela, con i giocatori stessi che mettono i "cinesini" sul campo, i conetti d'allenamento. Dall'altra la Champions League, le fuoriserie, gli orologi da duecentomila euro.

    Il romanzo si apre esattamente lì: i giocatori del Veniano Calcio — squadra immaginaria ispirata alla Guanzatese — aggrappati alle reti di recinzione, che si scommettono una pizza cercando di indovinare dal rumore quale auto dei calciatori dell'Inter stia passando. Con una beffa contemporanea: le elettriche non fanno rumore.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 00:56

    Un morto a pagina cinque

    Il numero 3 del titolo è il numero di maglia di Asaba, un giovane calciatore africano arrivato in Italia dopo vari espedienti, che gioca nei dilettanti in provincia comasca e sta per firmare con il Como: il salto di due categorie, quello che gli cambierebbe la vita. A pagina cinque è già morto, investito da un'auto alla periferia di Milano.

    Ovviamente non è un incidente, se no il libro veniva molto corto.

    L'indagine porta Steno Molteni — giornalista investigatore bellagino, nato sul lago — nel sottobosco del grande calcio: procuratori senza scrupoli, ultras, estremismi politici. E un tema che Vanni conosce dall'interno, quello degli odiatori dietro gli account anonimi.

    A tutti noi giornalisti sportivi è successo, per aver dato una notizia sgradita ai tifosi, di sentirci dire "devi morire male". Nella società post-ideologica molte persone riversano il bene e il male della loro vita sul calcio: tutte le ambizioni, tutte le frustrazioni, tutta la rabbia. E non è una cosa sana.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 05:02

    Al protagonista, questa volta, va tutto storto

    Nei primi due romanzi Steno Molteni era quasi invincibile. Vanni lo dice con una certa soddisfazione: si era stancato di invidiarlo.

    Nel primo romanzo il mio Steno era un po' come il signor Bonaventura: fortunatissimo, vinceva sempre il miliardo. Una specie di Batman del giornalismo. In questo, visto che lo invidiavo un po', gli ho detto basta.

    Così lo lascia la fidanzata, e la stanza d'albergo in cui vive a Milano diventa il segnale del cambiamento — perché lei, andandosene, ha portato via tutto:

    Vede i vuoti, non le cose che ci sono. Si ritrova in una stanza mezza vuota con quattro calzoni, cinque camicie, sei boxer e due calze.

    Ciò che lo salva è il mestiere, ed è un dettaglio autobiografico: per un cronista ogni giorno ha la sua storia da seguire, e non c'è tempo per restare a compiangersi.

    Sulle scene di sesso, Vanni è netto: non le scrive. "Se lo sai descrivere e sei bravissimo è un conto, altrimenti mi sembra sempre un po' ridicolo." Nel libro c'è una pornostar, ma il mestiere resta fuori scena.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 09:05

    Tutta Lombardia, e due Como diverse

    L'ambientazione non esce mai dalla regione, ed è una scelta dichiarata: "non abbiamo l'arte di Firenze, non abbiamo le spiagge della Sardegna, però c'è tanto di bello in Lombardia, e mi piace raccontarla tutta".

    Di Como ce ne sono due. Quella del lago, con il Grand Hotel e il borgo di Pescallo a Bellagio, ormai inaccessibile nei prezzi: "basta vedere un qualunque annuncio immobiliare per rendersi conto che sono quelli di Brera a Milano". E l'entroterra, quello meno scintillante — Veniano, Appiano Gentile — che sta a pochi metri dalle Lamborghini.

    C'è anche una nota di cronaca rimasta impigliata nel romanzo: Vanni ha cominciato a scriverlo quando il Como era in Serie B, e nel libro la squadra è ancora lì. Sulla proprietà indonesiana ha una posizione precisa:

    Mi ha stupito il fatto che questa proprietà lontana, da subito, abbia deciso di investire nella comunità: i soldi per iscrivere una squadra di ragazzini con disabilità mentale a un torneo vero, i soldi per salvare il cinema in centro a Como.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 07:02

    Il quarto Steno, e dieci pagine al giorno

    I primi due romanzi li ha scritti in un anno; per questo ci ha messo quasi cinque, nel frattempo è passato alla redazione sportiva e ha avuto due figli. L'obiettivo è un quarto episodio fra un paio d'anni, con il calendario del calcio che gli lascia poco spazio: posticipo il lunedì, Champions il martedì e mercoledì, Europa League il giovedì, anticipi il venerdì e il sabato, campionato la domenica.

    Restano le letture, che rivendica come parte del mestiere — "scrivere senza leggere si vede quando uno scrive" — e un metodo pratico per trovare il tempo:

    Anziché tirar fuori il cellulare e guardare su Instagram le foto delle vacanze degli altri, tiro fuori il mio libro e leggo sette minuti. È già un bel reset.

    Fra i titoli letti di recente cita un noir sul traffico di organi, "Uomini a pezzi", che gli è piaciuto per il modo in cui tiene leggero un tema cupissimo, e il romanzo vincitore del Booker Prize "Nella carne", pubblicato in Italia da Adelphi — quest'ultimo consigliato con autoironia: "è come dire, conosci una buona crema di cacao e nocciola? Sì, la Nutella".

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 12:44

    I Libri di Conversescion, quattro chiacchiere con gli autori. Ogni mercoledì una nuova puntata.

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