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    CONVERSESCION

    Rebbio in Festa e il cinema di Villa del Grumello

    Redazione CiaoComo·

    Una festa di quartiere che chiede a Saviano e Piero Pelù cos'è la felicità, una rassegna di cinema che ragiona su cosa voglia dire abitare, dei dodicenni che portano Falcone alla Camera dei Deputati e un conservatorio che sta per cambiare nome dopo quarant'anni. La puntata del 17 giugno, condotta da Viviana Dalla Pria e Lorenzo Canali, tiene insieme tutto questo.

    Rebbio in Festa: tre giorni, e non è solo la festa della parrocchia

    Laura Pellegatta e Monica Pignataro tengono subito a chiarire un punto: Rebbio in Festa non è la festa dell'oratorio, è la festa dell'intero quartiere. «Ci siamo trovati in tanti seduti intorno a un tavolo, tutte le associazioni del quartiere, per programmarla.» Si va da venerdì 19 a domenica 21 giugno in piazzale Louis Braille — che nei giorni della festa smette di essere il parcheggio del cimitero e diventa una piazza.

    Il venerdì apre con un talk sulla felicità nelle periferie, alle 19, con Martino Negri, docente dell'Università Bicocca di Milano. Non è un tema calato dall'alto: nasce da un sondaggio condotto per tutto l'anno scolastico con i ragazzi delle scuole medie, nel progetto Oltre la scuola, che via social hanno contattato personaggi noti chiedendo loro cosa sia la felicità. Hanno risposto in molti — tra gli altri Piero Pelù, Erri De Luca, Roberto Saviano, Colombre, Maria Antonietta e Vinicio Capossela. Frankie hi-nrg ha mandato un audio in cui racconta momenti spensierati della propria infanzia.

    Il risultato del sondaggio, dice Pellegatta, converge su una risposta sola, tra ragazzi e adulti: «Non si cerca la felicità nelle cose materiali, ma nel sorriso, nell'amore, nell'amicizia, nello stare bene con gli altri.»

    Sempre venerdì: lo spettacolo teatrale dei ragazzi delle medie, il corpo musicale di Rebbio e alle 21.45 il comico Davide Spadolà da Zelig. In cucina, paella.

    Sabato si comincia alle 18 con arte e giochi in piazza, i laboratori delle associazioni — ci sono Unicef, FIAB, attività sportive — e i gonfiabili per i più piccoli. La sera è dedicata a un pubblico giovane, con band emergenti: gli Instead Band e i De Mariguanas, tra pop e reggae, e a chiudere un DJ set con Fabio Borghetti.

    Domenica, di nuovo giochi e laboratori nel pomeriggio, il Teatro dei Burattini di Como per i bambini, poi i New Road con le loro cover pop rock e il gran finale affidato agli Ornitoringos: «Se li metti all'inizio la festa è già finita, meglio tenerli per ultimi.»

    Un dettaglio che le due ospiti sottolineano volentieri: i volontari sono soprattutto ragazzi e ragazze dell'oratorio, che si candidano in massa. «Si dice che i ragazzi non vogliono impegnarsi: ecco una riprova che non è così.» Chi vuole rendersi utile anche fuori dalla festa può semplicemente presentarsi in oratorio. La mappa dei parcheggi è sulle pagine Facebook e Instagram della festa.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 04:59

    Villa del Grumello: due domeniche di cinema sull'abitare

    Massimiliano Fierro cura la rassegna cinematografica di Villa del Grumello, arrivata al terzo anno. Il tema di questa edizione è l'abitare: che rapporto abbiamo con uno spazio, con un luogo, con le persone che ci stanno vicino. La formula è ormai un marchio di fabbrica — un blocco di cortometraggi al tramonto, il lungometraggio quando cala il buio — e la selezione mescola cinema sperimentale, animazione e finzione.

    Domenica 21 il filo è come lo spazio controlli chi lo abita: si parte alle 19.30 con i corti, da Living di uno dei maggiori registi sperimentali olandesi a un classico del muto come One Week di Buster Keaton. In serata Parasite, primo film coreano a vincere l'Oscar, che sul tema è centratissimo: «Ci sono queste scale che si vedono in continuazione, chi abita ai piani alti e chi ai piani bassi. C'è proprio un'idea di struttura sociale come struttura spaziale.»

    Domenica 28 si vola a Hong Kong, «una di quelle città altamente dense in cui lo spazio individuale fatica a trovare la propria dimensione». Tra i corti, le riprese al grandangolo del vecchio aeroporto cittadino, con gli aerei che sembrano planare dentro le case, e un cimitero monumentale addossato alle abitazioni — vita e morte adiacenti. In serata Hong Kong Express di Wong Kar-wai.

    Prima delle proiezioni c'è un aperitivo sotto il cedro del parco, non incluso nel biglietto. Il film serale non parte prima delle 21.30, il tempo che la luce cali abbastanza per lo schermo. Prenotazioni su villadelgrumello.it o allo 031 572819; parcheggio alla Serra del Grumello con accesso da via Bignanico.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 15:05

    Generazione Z: da Valmorea alla Camera dei Deputati

    Simona Barberio arriva in studio con due ragazzi della sua associazione, Federico ed Eva. Il motivo è la trasferta alla Camera dei Deputati per presentare Lotta alle Mafie, il volume scritto insieme a trenta autori junior, e il progetto che ne è il motore: Teatro e Legalità.

    Federico, dodici anni, recita in diretta il pezzo che ha portato in scena: Giovanni Falcone che parla con Nino Caponnetto.

    «Nino, molti considerano la mafia come una vecchia pratica sempre più sicura di ogni cambiamento, e moltissimi, la maggioranza, stanno alla finestra in attesa di vedere chi la vincerà questa corrida tra Stato e mafia. Noi dobbiamo combattere la mafia, ma a Palermo c'è da sconfiggere una mentalità diffusa, un modo di vivere radicato — e non so quale dei due sia il compito più difficile.»

    Eva racconta la giornata a Montecitorio, «la casa degli italiani» come l'ha definita l'onorevole Ascari, con parole che dicono molto di cosa serva il teatro a quell'età: «È stato bello anche vedere come gestivo emozioni come l'ansia, che erano molto forti, e sono riuscita a gestirle bene. È stato un modo per crescere.»

    Il progetto è nato a Valmorea nel 2023 e in tre anni è arrivato fin lì. Ora sono in stesura due nuovi copioni: uno sulla storia di Piersanti Mattarella, uno sulla strage di via dei Georgofili. L'idea è portare in ogni territorio la storia che quel territorio si porta dietro — e Como, ricorda Dalla Pria, ne ha eccome.

    Barberio insiste sul metodo: il teatro insegna l'attesa, l'empatia, la cooperazione, e soprattutto «il valore dei silenzi, in un mondo che viaggia a ritmi accelerati e lascia poco spazio al pensiero». L'obiettivo dichiarato dell'associazione resta uno: far sviluppare ai ragazzi un pensiero critico. «Insegnarli a pensare da soli non è poco. Non lo sappiamo fare neanche noi adulti.»

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 24:41

    Il conservatorio di Como cambia nome (e il professore ha un candidato)

    Chiude il musicologo Stefano Lamon, sul tema che ha appena sollevato in un editoriale: il conservatorio di Como sta per cambiare intitolazione.

    Perché oggi si chiama "G. Verdi" ha una spiegazione storica: nel 1982, quando aprì, nacque come sezione staccata del conservatorio di Milano, e il nome del padre restò per inerzia. Quando arrivò l'autonomia — di cui quest'anno si festeggiano i trent'anni — si discusse di darne uno proprio, circolò qualche proposta, ma non se ne fece nulla.

    Lamon condivide la scelta di presidenza e direzione di rendere l'identità dell'istituto «ulteriormente comasca». Sulla rosa dei nomi ha una preferenza netta: Marco Enrico Bossi, di cui l'anno scorso ricorreva il centenario della scomparsa. Arrivò a Como poco più che ventenne vincendo il concorso di maestro di cappella in Duomo, dedicò alla città energie e creatività per tutta la vita, e morì in mezzo all'oceano mentre rientrava da una tournée organistica negli Stati Uniti — con la nomina a cittadino onorario già promessa. «Ha molti fan», ammette Lamon, anche grazie al lavoro degli amici dell'organo di Breccia.

    Nella conversazione affiorano altri nomi possibili: Giulio Ricordi, che sul lago aveva tre o quattro case e ospitò generazioni di musicisti — e che, curiosità, componeva sotto lo pseudonimo di Burgmein — e Ponchielli, anche lui frequentatore del lago. Perché, dice Lamon, «il lago di Como è il più musicale dei laghi: i musicisti che hanno scelto di dedicargli tempo e composizioni sono un numero difficilmente confrontabile al mondo».

    La procedura: i docenti del collegio accademico propongono i nomi, i tre più votati — più Giuseppe Verdi, che resta in lizza — andranno a settembre a un sondaggio aperto a tutta la cittadinanza.


    In chiusura di puntata, gli auguri ai maturandi che il giorno dopo affrontano la prima prova, con un suggerimento per il tema: quest'anno cade il centenario del Nobel per la letteratura a Grazia Deledda.

    Conversescion va in onda dal lunedì al venerdì su CiaoComo Radio, in diretta anche su Facebook e YouTube. WhatsApp: 348 4415730.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 36:48
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