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    CONVERSESCION

    Un musical al Licinium e i parapetti infiniti

    Redazione CiaoComo·

    Settanta volontari che portano un musical in un teatro all'aperto nato cent'anni fa per la Passione di Cristo, i parapetti del lungolago che si trascinano dal 2008, un premio letterario dedicato alla famiglia e un professore che smonta l'idea che le sigarette elettroniche siano innocue. La puntata del 22 giugno, condotta da Viviana Dalla Pria e Claudia Fasola, apre l'ultima settimana della stagione.

    "The Last Superstar": settanta persone in scena al Licinium

    Matteo Isella e Matteo Castagna tornano in studio con il musical The Last Superstar, in scena al Teatro Licinium di Erba l'11, 12 e 13 luglio, con il 14 e 15 come date di recupero in caso di pioggia.

    La location è metà dello spettacolo. Il Licinium compie novantanove anni — il centenario è l'anno prossimo — ed è stato costruito per rappresentare la Passione di Cristo: un musical ispirato a Jesus Christ Superstar ci cade a pennello. «È una cornice che da sola dà tanto», dicono gli ospiti, con un consiglio molto pratico: portarsi una felpa o una copertina da casa, perché a una certa ora arriva la brezza e le coperte del teatro potrebbero non bastare per tutti. Chi vuole può anche presentarsi vestito a tema anni Settanta.

    In scena ci sono settanta persone, tutte volontarie, con musica interamente dal vivo. La qualità, sostiene Castagna, non è più una promessa da verificare: l'anno scorso, sulle quattro serate, sono venute 1.850 persone su 2.000 posti disponibili, con le ultime due sere sold out nonostante il meteo avesse minacciato le prime due. «Dentro queste settanta persone c'è chi lo fa di professione e si presta come volontario, per passione.»

    Il biglietto costa 23 euro e si acquista su LiveTicket cercando The Last Superstar. Tutto quello che avanza dalla copertura dei costi — che con un allestimento interamente live sono importanti — va all'associazione Noi Voi e Loro, per finanziare progetti di inclusione rivolti a ragazzi in situazioni di svantaggio.

    Un'avvertenza per i ritardatari: il Licinium ha 499 posti e non se ne fa nemmeno uno in più. Per ragioni di sicurezza non si può restare in piedi, quindi conviene prenotare.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 05:58

    Marco Guggiari: parapetti, cubetti che si sollevano e la passeggiata dei Nobel

    Ultima puntata della stagione anche per Marco Guggiari, tornato in studio dopo qualche giorno fuori città. E fuori città, dice, i problemi restano gli stessi.

    Il primo è il dibattito sui parapetti del lungolago, che definisce ormai stucchevole: «Ci trasciniamo le barriere dal 2008.» La ricostruzione è secca. Regione Lombardia presenta dei prototipi che non piacciono a nessuno, nemmeno alla società che li ha progettati per suo conto; da lì nasce la contrapposizione tra chi sostiene che non vada messo niente, «tanto è bello così», e il sindaco che invece rivendica la sicurezza. Dopo l'incontro tra l'assessore regionale Sertori e il sindaco Rapinese è arrivata la promessa di un nuovo progetto entro due settimane.

    La lettura di Guggiari è politica: «La mia sensazione è che ci sia davvero il gioco del cerino» — la paura, a un anno dalle elezioni, di restare in mano col fiammifero acceso, perché qualunque sia la foggia scelta i parapetti scontenteranno qualcuno. Il suo criterio per uscirne è però un altro: non deve essere una questione di gusto. L'obiezione seria a quei modelli, dice, è che visti in prospettiva creano un muro scuro che toglie la vista del lago. «Altrimenti non ne usciamo più.» E sul concorso di idee proposto da qualcuno è netto: allungherebbe ulteriormente tempi già lunghi, perché dopo la scelta servono gara, produzione e installazione.

    Nel frattempo il lungolago mostra altri segni: dopo pochi mesi cominciano a sollevarsi i cubetti di granito — «un lavoro nuovo dovrebbe essere eseguito a regola d'arte» — e restano le corsie che si allagano a ogni pioggia.

    La parte più interessante riguarda una proposta poco discussa: quella del fisico Giulio Casati di creare una passeggiata dei Nobel vicino al Tempio Voltiano, sul modello delle stelle sulla Croisette di Cannes. Da Como sono passati oltre venti premi Nobel, una dozzina dei quali proprio in occasione del primo centenario voltiano. In quella zona ci sarebbero già il Tempio Voltiano, la diga intitolata al fisico comasco Caldirola e, poco lontano, il Museo Casartelli. Il punto è il calendario: «Rischia di essere l'unica opera visibile nel 2027», il bicentenario della morte di Volta, quando cent'anni fa si fecero il Tempio e il Faro Voltiano.

    Sul Museo Casartelli, ospitato nella sede dell'Associazione Carducci, Guggiari ha provato ad approfondire: le visite guidate al momento non risultano disponibili. «Il bicentenario è qui dietro l'angolo, sono sei mesi, e tante persone non sanno cosa custodisce quel museo.»

    Chiude un affondo sulla burocrazia, partito da un problema personale di Fasola: per rifare la carta d'identità il primo appuntamento disponibile è a fine luglio, e non è possibile prenotare oltre; per gli atti di nascita si arriva a ottobre. È caduto anche il "mercoledì del cittadino", che con l'orario prolungato in pausa pranzo permetteva a chi lavora di sbrigare una pratica. La proroga sulle carte d'identità cartacee fino alla scadenza naturale, arrivata dopo mesi di caos, viene letta come l'ammissione che qualcosa non funziona.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 13:44

    Forum Famiglie Como: Andrea Vitali in biblioteca

    Giovanni Giambattista, del Forum Famiglie Como, annuncia la presentazione del romanzo di Andrea Vitali, vincitore dell'edizione 2025 del Premio Pontremoli "Città del libro della famiglia": mercoledì 24 giugno alle 20.45 alla Biblioteca di Como, ingresso libero fino a esaurimento posti. Per prenotare, info@forumfamigliecomo.org.

    Il premio nasce da un protocollo d'intenti tra il Forum nazionale delle associazioni familiari e la fondazione che da quasi ottant'anni assegna il Bancarella. Giambattista fa parte del comitato che legge tutti i libri candidati e ne seleziona diciotto per la commissione esaminatrice, presieduta dal giornalista Francesco Giorgino.

    Il romanzo racconta le vicende di una famiglia lombarda — bergamasca, non comasca, «ma le consuetudini sono molto simili» — che si snodano attraverso le generazioni. Senza rivelare nulla, l'ospite lo descrive come «terribilmente commovente, nel senso positivo del termine», con un messaggio preciso: «finché c'è famiglia, una mano la si trova sempre».

    Sul Forum, che a Como opera da venticinque anni: è l'articolazione provinciale di una struttura nazionale, con statuto autonomo. Due le missioni — l'interlocuzione con le istituzioni sulle politiche familiari, in particolare con i Comuni, e la rete fra le associazioni aderenti, per scambiarsi idee e buone pratiche.

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 31:50

    Tiziano Testori: "Il calo dei fumatori è un'illusione statistica"

    Chiude il professor Tiziano Testori, medico chirurgo specializzato in odontoiatria, con un tema che affronta con dati alla mano e un cruccio personale — una figlia di 34 anni che fuma da venti ed è passata al tabacco riscaldato, convinta che «queste non fanno male».

    Il primo numero è quello che smonta la narrazione ottimistica: si dice che i fumatori in Italia siano scesi dal 30 al 18%, ma è un'illusione statistica. Contando anche svapo e tabacco riscaldato, dal 30 si arriva al 27: le sigarette tradizionali sono state sostituite, non abbandonate. Il dato che preoccupa di più riguarda i giovanissimi: fuma il 30% degli adolescenti fra i 14 e i 17 anni e il 5,2% fra gli 11 e i 13.

    Sui morti — settanta-novantamila l'anno in Italia — Testori è disincantato: «Non spaventano più.» Prova allora con un argomento diverso, quello economico: il fumo costa al sistema sanitario 1,6 miliardi, ma il costo sociale stimato fra giornate di lavoro perse e invalidità arriva a 25 miliardi, contro i 23 che lo Stato incassa dalle tasse sulle sigarette. «Il conto è sempre a debito.»

    Sulle alternative il ragionamento è preciso e non ideologico. Riducono i contaminanti, questo è vero: da circa settemila a duemila. Ma fra quei duemila ci sono formaldeide, metalli pesanti che arrivano dal meccanismo di accensione e acroleina, la stessa sostanza contenuta negli erbicidi. E soprattutto manca il tempo: i tumori possono manifestarsi dopo venti, trenta, quarant'anni, quindi i dati certi semplicemente non esistono ancora. «La gente pensa che non facciano male.»

    Da qui l'avvertenza sul metodo, che vale ben oltre le sigarette:

    «Il marketing delle multinazionali fa riferimento a degli studi, e gli studi devono essere indipendenti. Dal pezzo di carta scientifico, dove ogni singola parola può essere mitigata, al messaggio di marketing passa che non sono dannose.»

    Un dato certo però c'è, ed è quello che Testori vede ogni giorno in ambulatorio: queste alternative fanno male a gengive e impianti, compromettendo l'osteointegrazione. «Guardiamo in bocca a queste persone e vediamo gengive che non sono sane.» E ricorda che con il cancro orale non si scherza: cinquemila casi l'anno in Italia, devastanti per la qualità della vita di chi lo affronta.

    Su come smettere non promette scorciatoie. Ci sono i cerotti di nicotina e c'è l'agopuntura auricolare, che dà senso di nausea al momento di accendere — ma appena si tolgono gli aghi la voglia torna. «Ci vuole una grande motivazione: è la tua testa che deve riuscirci.»

    Ascolta questa parteConversesciondal minuto 39:21

    Conversescion va in onda dal lunedì al venerdì su CiaoComo Radio, in FM 89.4, in DAB, in app e in streaming. WhatsApp: 348 4415730.

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