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    CIAOCOMO WEEKEND

    Penelope aspetta casa senza sentire nulla, e la baita di chi stacca davvero la spina

    Redazione CiaoComo·

    Ultimo sabato di maggio, sabato di ponte verso l'inizio di giugno, e CiaoComo Weekend apre come sempre in compagnia di Giovanni. Al centro della puntata due storie di chi decide di ricominciare: Penelope, una setterina sorda che aspetta ancora la famiglia giusta, e Michele Reina, che da tre anni rimette in piedi da solo una baita di montagna per ritrovare, un weekend alla volta, il silenzio.

    Penelope, la setterina che non sente

    Nello spazio Cani Fuori con Donatella Corradini, la protagonista di oggi è Penelope, una setterina giovane con un passato complicato che le ha lasciato in eredità la sordità. È un dettaglio che, spiega Donatella, complica parecchio la ricerca di una famiglia: non è la disabilità in sé il problema, quanto la scarsità di posti disponibili.

    Lei è sicuramente un cane che bloccherebbe tutti gli altri arrivi, perché chi se lo piglia un cane sordo al primo colpo? Quindi per il momento resterà giù in pensione, e quando avremo un pochino più posto la faremo arrivare.

    Per chi la accoglierà, il consiglio è di trattarla con un'attenzione diversa dal solito: Penelope non sente gli abbai degli altri cani, quindi non ne coglie i segnali, e la comunicazione con lei passa solo per l'olfatto e la postura.

    Non capirà gli abbai, non capirà quel tipo di comunicazione, perché non la sente. Quindi qualche cane potrebbe anche scocciarsi della cosa.

    Donatella ha chiuso lo spazio con l'appello di sempre, rivolto anche agli altri cani "in pensione" in cerca di stallo o adozione, fra cui Coppo e Tavola. Per informazioni, il numero di In Punta di Naso è 348 441 5730.

    Ascolta questa parteCiaoComo Weekenddal minuto 15:56

    Michele Reina e la baita che si rifà da soli

    In collegamento è arrivato anche Michele Reina, che su YouTube porta avanti il canale "Mister Rustico": tre anni e 150 video dedicati alla ristrutturazione, tutta fatta da solo, di una baita di montagna. Camino, stufa, letto, bagno: ogni pezzo costruito e montato con le proprie mani, spesso con materiali di recupero.

    La manualità non parla, quindi già questo è un punto a favore. Ho sempre fatto tutto da solo, volutamente, senza fretta: mesi per fare un cammino, mesi per il tetto, il pavimento. Non mi interessa il risultato finale: vengo su con la scusa di fare, per staccare. E più stacco, meglio è.

    Il rovescio della medaglia è il rientro del lunedì, che Michele non nasconde di vivere male:

    Quando torno sono abbastanza giù. Lo sento già quando sto tornando sulla strada, quando entro in quella modalità ufficio. Non è piacevole, assolutamente.

    Alla domanda su cosa consigliare a chi si fa tentare dalla stessa idea, la risposta è netta: sconsigliarla, a meno di avere già basi di falegnameria ed edilizia, perché affidarsi a imprese per raggiungere posti isolati e portarci i materiali "costa una follia". Ma il valore dell'operazione, per Michele, non sta nel risultato finale:

    Il punto non è avere una baita abitabile, ma vivere la baita che stai ristrutturando, per poi renderla abitabile e starci più comodo. È solo una scusa per staccare: questo è il mio punto di vista.

    Ascolta questa parteCiaoComo Weekenddal minuto 01:04:28

    CiaoComo Weekend, con Giovanni, in onda il sabato dalle 11 alle 13.

    Questo articolo parla del podcastCiaoComo Weekend