Ventitremila chilometri in bicicletta: il viaggio di Sascha e Mattia
Un sabato di CiaoComo Weekend condotto da Giovanni, tra musica, un appello per l'adozione di una cagnolina arrivata dalla Calabria e una lunga intervista a due ragazzi del lago di Como che in bicicletta hanno macinato tredicimila chilometri fino a Capo Nord.
Samantha, la cagnolina che ha vissuto anni alla catena
In diretta arriva Donatella, volontaria del progetto In Punta di Naso, che porta aggiornamenti su due fronti. Il primo riguarda Soldi, il cane già seguito dall'associazione, che in questi giorni sta facendo delle prove di socializzazione — passeggiate nei boschi e tentativi di stare tranquillo al bar — in vista di una probabile adozione.
Il cuore del collegamento è però un'altra storia, quella di Samantha, in arrivo proprio in quei minuti dalla Calabria. Si tratta di una mix maremmana trovata in strada in condizioni pessime, magrissima e con segni di morsi. I volontari sono riusciti a ricostruire in parte la sua storia:
Lei è stata legata per qualcosa tipo 5 anni, 7 anni, a catena, a scornare cuccioli. Poi non si sa come è riuscita a liberarsi ed è stata raccolta.
Nonostante il passato, Samantha si è rivelata dolcissima con le persone e brava con gli altri cani; unica eccezione la prova gatto, non gradita. C'è già una persona interessata all'adozione, ma si attende l'esito della prova a casa. Donatella ricorda anche l'arrivo di altri due setter in appoggio in una pensione, di cui si parlerà nelle prossime puntate, e rilancia l'invito ai volontari:
Non è una questione di essere volontari, basta la volontà. La volontà ce l'abbiamo tutti, prendiamola fuori e che ciascuno faccia il suo pezzettino.
Per informazioni su Samantha e sulle adozioni resta attivo il numero della radio, 348 441 5730.

Da Cremia e Lenno a Capo Nord: il viaggio di Sascha e Mattia
Dopo la musica arriva l'intervista principale della puntata: in studio Sascha, di Cremia, e Mattia, di Lenno, protagonisti insieme a un terzo amico — Michelangelo, assente perché non stava bene — di un viaggio in bicicletta durato sei mesi per circa tredicimila chilometri, partito dallo Spluga e passato per Parigi, Belgio, Olanda, Capo Nord, paesi baltici, Bielorussia, Balcani, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Svizzera, fino al ritorno a Como.
Alla domanda su come si preparino fisicamente a un'impresa simile, la risposta è disarmante:
Bisogna solo buttarsi, secondo me. Se si sta troppo a pensare una cosa poi non la si fa.
Viene raccontato che nessuno dei tre era davvero allenato in bicicletta — una delle bici era addirittura in prestito — e che la parte più dura in assoluto è stata quella iniziale, sullo Spluga. Su come si gestisca la fatica quando il corpo vorrebbe fermarsi, uno dei due ragazzi spiega:
È stato difficile. La mia cosa che ho dovuto pensare è andare avanti e basta. Era la mente che prendeva il controllo perché se stavi a pensare al dolore, alla fatica, non andavi più avanti.
Si parla anche di un episodio curioso: lungo il tragitto un ragazzo tedesco, incontrato a Capo Nord mentre raccoglieva lattine per guadagnare qualche soldo, avrebbe soprannominato uno dei due viaggiatori
